Eccoci qui al nostro sesto appuntamento della rubrica:

IL GENITORE PERFETTO NON ESISTE.

Ricordiamo a tutti che non abbiamo alcuna pretesa di insegnare niente a nessuno, ma il nostro intento è quello di dare alcune pillole di sostegno a chi è in un cammino meraviglioso e tortuoso come quello del genitore. Non è rivolto necessariamente solo a mamme e papà, ma anche a nonni, zii, tate…. tutti potrebbero trovare qualcosa di importante per sé stessi e le proprie relazioni.

Oggi il tema è: INSEGNA AI TUOI FIGLI CHE NON E’ IMPORTANTE ESSERE SPECIALE

Facci caso: è possibile coltivare i propri talenti straordinari, senza sentirsi unici e speciali, senza solidificare le proprie opinioni come se ognuno fosse il centro dell’universo. Lascia che portino alla luce il proprio capolavoro e mettano sé stessi, completamente, in tutto ciò che fanno e, allo stesso tempo, imparino ad essere “nessuno di speciale”.

Vuol dire uscire dall’idea di competizione che li costringe ad essere sempre migliori di chiunque altro. Per entrare, con tutto sé stessi, nell’idea di impegnarsi nel coltivare ogni giorno il proprio personale talento.

Pensateci per un attimo: se tutta la loro attenzione è tesa al risultato, al voto, al raggiungimento di un obbiettivo fissato da altri, o al desiderio di approvazione, come può esserci spazio per la felicità?

Accompagniamo i nostri bambini alla crescita, riscoprendo con loro il gusto della connessione e della semplicità, del fare le piccole cose di ogni giorno con cura. Insegniamo loro ad apprezzare la bellezza.

Ricorda che è come si fanno le cose che fa la differenza.

Riscopriamo insieme ciò che è veramente importante. Può essere cucinare, leggere, giocare, passeggiare, innaffiare…. insieme.

State. Siate presenti, proprio li, in quel preciso istante, momento per momento, in modo consapevole e non giudicante.

Questo è essere mindful.

Vogliamo lasciarvi gli splendidi versi di una poesia di Roger Keyes:

Importa che ti importi.

Importa che tu senta.

Importa che tu noti.

Importa che la vita viva attraverso di te.

Perciò, coltiva te stesso per primo la felicità, ma sforzati di meno.

Scoprirai che la Felicità è l’assenza della ricerca della felicità.

Ti ringraziamo per averci seguito fin qui.

Questo era l’ultimo appuntamento della rubrica.

In attesa di rincontrarti, ti abbracciamo nella luce e, se ti va, condividi e lasciaci qualche commento. Ci aiuterai ad aiutare!

Benedetta Balboni e Vincenzo Caporaso

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